Mercoledì 15 marzo 2017 alle ore 17:00, a Napoli, presso la Città del sapere polo dell’Università degli studi di Roma – Unitelma Sapienza (Via San Giovanni Battista De La Salle, 1), si terrà la presentazione del libro di Marcello Altamura “La borsa di Moro – Quello che Stato e Br non dicono su via Fani. I pezzi mancanti dell’agguato del 16 marzo 1978” (Iuppiter Edizioni). Durante l’incontro interverranno, insieme all’autore, Giovanni Ricci, sociologo e criminologo, figlio di Domenico Ricci (carabiniere caduto nella strage di via Fani) e Carlo Alemi, magistrato, già presidente del Tribunale di Napoli. Modererà il giornalista e saggista Simone di Meo.

Il libro

Giovedì 16 marzo 1978: è una data che segna per sempre la storia del nostro Paese. Una data scritta con il sangue di cinque innocenti. Il blitz che, in via Mario Fani a Roma, porta al rapimento di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse, resta ancora oggi un rebus difficile da risolvere. A via Fani, ci sono presenze e accadimenti che sono stati inspiegabilmente cancellati dalla scena. Quella mattina andò in scena un agguato diverso da quello che sinora ci hanno raccontato: i brigatisti erano divisi in più nuclei, con più uomini e più mezzi impiegati e non tutti sapevano chi c’era e quali erano i compiti assegnati. Una scena del crimine caotica, coperta dalle bugie dei brigatisti pentiti, contraddetti dai testimoni oculari sia sul reale svolgimento del blitz che sui membri effettivi del commando, coperti anche da potenti ‘mani’ che fanno sparire le foto che ritraggono i brigatisti in azione e la borsa di Aldo Moro con i documenti ‘sensibili’ dello statista. Pezzi mancanti che avrebbero potuto riscrivere la storia di quel tragico giovedì di marzo.

L’autore

Marcello Altamura, napoletano, 40 anni, giornalista professionista, lavora al quotidiano Cronache di Napoli. Tra le sue passioni il basket, che ha raccontato per un ventennio anche in radio e in tv, la musica e il cinema. Si occupa da tempo del terrorismo italiano degli anni di piombo e dei suoi legami con la realtà sociale e politica dell’epoca, con l’obiettivo di dare di quei tempi una lettura che ne restituisca una visione più completa e obiettiva. Nel 2007 è stato tra gli autori di Tutti in piedi per la Carpisa e nel 2015 di Dodici Leoni, scritto con Franco Esposito.

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