Provoca una deformità della colonna vertebrale che se accentuata può comportare dolore invalidante, gravi problemi respiratori e deficit neurologici, oltre a depressione e a una vita sociale pressochè inesistente. E’ la scoliosi, patologia che in Campania colpisce il 3-4% della popolazione in età scolare mentre nell’adulto si osserva con sempre maggiore frequenza. Il sesso femminile è il più colpito, fino a 6 volte in più della controparte maschile. Su circa 150.000 pazienti nella nostra regione, inoltre, 50.000 ne soffrono in forma grave; in questi casi occorre intervenire chirurgicamente. Fino ad oggi i pazienti che dovevano sottoporsi all’intervento chirurgico erano costretti a spostarsi quasi sempre in altre regioni o addirittura all’estero per la carenza di strutture di riferimento, con conseguenti disagi per le loro famiglie e un aggravio economico per il  sistema sanitario regionale. Oggi, nel Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castel Volturno (CE), è operativo un centro specializzato per la chirurgia delle scoliosi coordinato da Alfredo Bucciero, Direttore del Reparto di Neurochirurgia, dove vengono eseguiti interventi chirurgici avanguardistici e risolutivi, ma soprattutto completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Centro d’eccellenza a meno di 30 km da Napoli cui afferiscono pazienti da fuori regione o provenienti da altri Paesi europei, invertendo, per la prima volta, la direzione dei cosiddetti “viaggi della speranza”. Di fondamentale importanza, per la riuscita degli interventi, è stata l’introduzione dei potenziali evocati. Si tratta di un sistema di monitoraggio continuo degli impulsi nervosi emessi durante l’anestesia. Sul corpo del paziente vengono posizionati elettrodi che tengono costantemente  sotto controllo le reazioni del midollo spinale e delle radici nervose. I segnali lanciati continuamente dagli stessi elettrodi aiutano ad evitare lo stress del midollo e dei nervi e a scongiurare danni che nei casi più gravi potrebbero portare anche alla paralisi.

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