Dove il tempo si è fermato e regna sovrana la pace, nel nome del poverello d’Assisi, le culture si fondono e creano un unico abbraccio alla vita abbattendo le barriere al razzismo. I popoli con un unico colore sprofondano nella staticità del medioevo ritrovando nei colori dei capolavori di Giotto, e non solo, lo spazio per parlare una sola lingua, quella che ancora oggi il mondo ascolta, e si proietta per una luce lontana. Nella Basilica Superiore d’Assisi che sovrasta maestosa dal monte, dove un tempo era del sacrificio, nel nome di S.Francesco, si sono aperte le porte all’oriente, per un concerto di beneficenza. La musica dalle più famose liriche come Mozart, Shubert e Mascagni ai canti antichi giapponesi interpretati dalla scuola di Tokiko Kato Music School.

Tokiko Kato è un artista giapponese laureata all’accademia di musica di Nagoya. Successivamente si è trasferita per un periodo a Roma per imparare l’italiano e comprendere al meglio i testi delle canzoni liriche. Dopo tante esperienze professionali, partecipando anche a programmi televisivi, da 20 anni è insegnante di musica a Nakano ed il suo sogno è quello di far esibire i suoi allievi in tutto il mondo.

Il concerto, partito in sordina si è rivelato un successo, il pubblico di svariate nazionalità si è affrettato a riempire le panchine della chiesa superiore dove lo scenario magnifico del dolce sfondo dei colori affrescati ha soddisfatto, con numerosi applausi l’esibizione e le voci intonate dei soprani.

Quasi un miracolo, ha pensato chi non si aspettava tale risposta, dove la bravura dell’organista italiano Fabio Berellini e la direzione artistica di Hikari Kozuki hanno completato la dolce melodia, facendo partecipare anche chi ascoltando non ha potuto che cantare: Laudate omnes gentes e ubi caritas insieme per un finale veramente celestiale.

 

 

 

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