Ultimamente si sente parlare di EBOLA, ai tg, sui giornali, in poche parole ovunque! Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

La prima scoperta di questo spaventoso virus si è avuta nel 1976 in Congo, rapidamente diffusasi in altre zone Africane.

L’Ebola è un virus estremamente aggressivo, i cui sintomi sono febbre emorragica, dolori ai muscoli, forti mal di testa, vomito, diarrea e svariati problemi al sistema nervoso centrale. Il suo periodo di incubazione va da due a ventuno giorni. Ma da dove viene? Si pensa che con modeste probabilità il focolaio sia da ricercare o nei pipistrelli, ipotesi più accreditata o, in alcuni grosse volpi volanti che abitano le foreste tropicali e che rapidamente sia arrivato all’uomo ,passando prima dalle scimmie, attraverso il fenomeno del Bush-meat cioè mangiando la carne dei suddetti animali.

E come si trasmette? il contagio non avviene per via aerea ma, attraverso sangue, muco e saliva ed è probabile che la trasmissione avvenga anche attraverso rapporti sessuali.

L’Ebola ha una percentuale di fatalità del 68%,motivo per il quale la battaglia contro questa si gioca dall’inizio, con una diagnosi corretta e tempestiva e con un trattamento a base di idratazione ed eventuali trasfusioni. I mezzi purtroppo sono

pochi ,i vaccini non esistono e le terapie sono ancora sperimentali; le persone vengono per ora curate solo a base di anti-piretici. Uno dei motivi per cui il virus è cosi letale è che interferisce con la capacità del sistema immunitario di organizzare una difesa, ma i ricercatori ancora non hanno compreso il motivo per cui alcune persone siano in grado di farlo e sopravvivere.

 

Il 16 ottobre per fare fronte a questo terribile virus si è tenuto un incontro a Bruxelles tra i responsabili della salute degli Stati membri per pianificare i controlli sui voli provenienti dall’Africa. E’ emersa inoltre la decisione di costruire un database con i dati delle persone provenienti dai paesi a rischio, in modo tale da conoscerne identità e altri dati, una volta arrivati in Europa, e rintracciarli se necessario.

 

L’Italia per far fronte al pericolo Ebola ha creato due centri di riferimento: l’Istituto Spallanzani a Roma e, l’ospedale Sacco di Milano, infatti il paziente che presenta i sintomi sopra citati e che quindi risulta positivo al virus Ebola, deve essere immediatamente portato in uno dei due centri di riferimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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