Il tribunale di Brescia ha emesso la condanna definitiva per tre dei quattro imputati nel processo Green Hill, per l’accusa di reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale).
Condannato a un anno e sei mesi il gestore dell’allevamento di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e Marshall Farms Groupe, la stessa condanna (pena sospesa) per il veterinario dell’allevamento. Il direttore dell’allevamento, è stato condannato invece condannato a un anno più le spese.
Assolto invece il biologo consulente della Marshalli per non aver commesso il fatto. Oltre alla condanna penale, il Giudice di Brescia ha inflitto il divieto di allevare cani per due anni.
La Lega antivivisezione, parte civile nel procedimento giudiziario, annuncia che chiederà l’imputazione dei veterinari dell’Asl di Lonato, dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare nell’allevamento.
La tutela del benessere animale è un diritto dell’animale stesso e, in quanto tale, se non rispettato, è perseguibile a norma di legge
di Mosè Alise
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