Venerdì 20 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato quattro decreti, uno dei quali, contiene disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Il decreto, attua il Jobs Act, riordina le tipologie contrattuali e interviene sui criteri utilizzati per smascherare false partite IVA e rapporti di lavoro non dichiarati.

La norma dovrà tornare in CdM, ma quando sarà in vigore non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto, mentre quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza.
I criteri di presunta subordinazione fissati dalla Riforma Fornero resteranno in vigore per i contratti già in atto alla data di entrata in vigore del DLgs.

Le tre condizioni che possono far presumere la prestazione di una partita IVA una co.co.co., riguardano le caratteristiche di: durata, fatturato e luogo della prestazione, ma tali criteri, come già confermato anche dall’Inail, non si applicato alle partite IVA dei Liberi professionisti.

di Mosè Alise

 

 

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