Questa mattina il Premier Matteo Renzi, durante la sua visita istituzionale in Medio Oriente, ha tenuto un lungo e intenso discorso alla Knesset, il Parlamento israeliano che ha sede in Gerusalemme.

Un discorso sentito che ha messo in risalto il legame secolare tra Italia e Israele, sottolineando quanto la difesa delle loro radici sia una priorità per l’Italia.

Queste le parole del premier:

“Chi pensa di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. Possiamo avere opinioni diverse, è accaduto e continuerà ad accadere. Ma l’Italia sarà sempre in prima linea nel forum europeo e internazionale contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido.

Non sarà mai possibile nessun compromesso nei confronti del futuro di Israele anzi, sarò franco e brutale: la vostra sicurezza è la nostra sicurezza perché condividiamo lo stesso destino, insieme costruiremo un mondo migliore.

L’esistenza dello Stato di Israele non è una gentile concessione della comunità internazionale dopo la Shoah. Israele esiste nonostante l’Olocausto e continuerà ad esistere. E se qualcuno continuerà a mettere in dubbio l’esistenza, voi avete il dovere di esistere e di resistere”.

Il premier, prima di concludere, ha chiesto scusa per le leggi razziali del 1938 “che fanno ancora scendere una cappa di vergogna sulla mia nazione”, ricordando Enzo Sereni, collaboratore di Ben Gurion “paracadutato in Italia per combattere il nazifascismo e morto a Dacau”, Elio Toaff che “ha combattuto contro le odiose leggi razziste e ci ha lasciato qualche settimana fa, dopo una vita spesa per gli altri” e Asher Dishon “che si è speso nella brigata ebraica e ha combattuto per la libertà d’Italia”.

Un discorso quello del premier Renzi che gli è valso la standing ovation dell’Assemblea israeliana, composta da circa 120 deputati che hanno applaudito per circa un minuto.

di Mosè Alise

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