di Alessio Gemma

Sono sempre meno i cittadini che si rivolgono al Tar, tribunale amministrativo regionale, per far valere i propri diritti contro i provvedimenti della pubblica amministrazione. Il motivo? Le cause costano troppo. E la denuncia sull’esoso ricorso alla giustizia amministrativa porta la firma del presidente del Tar Campania: “Lo Stato ci ripensi, diminuisca il contributo unificato”. La stoccata del presidente Cesare Mastrocola arriva nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “Il contributo unificato è stato aumentato e costituisce una remora, e chi ritiene di essere stato leso dalla pubblica amministrazione si deve fare i conti in tasca”. Eppure le controversie possibili sono tante e attengono alla vita comune dei cittadini. Un ricorso contro il proprio Comune che ordina di demolire un pezzo di appartamento che invece si ritiene “legittimo”. O una battaglia contro una variante al piano paesaggistico approvato dalla Regione che consente di costruire in danno all’ambiente. Ancora: il diritto alla mobilità negato da un dispositivo di traffico troppo iniquo. Per far valere le proprie ragioni contri gli atti della pubblica amministrazione che negano l’interesse pubblico ci si rivolge al Tar. Ma dal 31 gennaio sono scattati gli ultimi aumenti: il contributo unificato da versare per iscrivere a ruolo un ricorso addirittura raddoppia per le impugnazioni bocciate. E ormai i dati parlano chiaro: all’aumento dei costi giudiziari corrisponde un calo netto dei ricorsi. “E’ un problema che va affrontato – continua Mastrocola – e risolto al più presto altrimenti si rischia di svuotare sostanzialmente di contenuto il disposto del primo comma dell’articolo 24 della Costituzione secondo cui tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi. Mi auguro che il cittadino possa tornare a far valere le proprie ragioni davanti al giudice amministrativo”.

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