1. Il turismo è una vocazione ancora in parte inespressa in Campania. Quali sono le cause?

Il sistema turistico regionale è ancora a maglie larghe. Manca da trent’anni una legge di riforma del comparto e la rete tra istituzioni, imprese e associazioni imprenditoriali per la promozione e lo sviluppo delle attività turistiche non realizza nessun valore aggiunto rilevante. C’è da risolvere ancora il conflitto sulle competenze tra governo e regione sulla promozione. Il risultato finale è una moltitudine di enti, dalle proloco ai singoli comuni, che fanno promozione senza una regia unica, con risultati sicuramente molto al di sotto delle reali potenzialità del nostro territorio.

2. Che tipo di turismo può incidere realmente sulle sviluppo commerciale delle imprese campane? Ci sono flussi che ancora non intercettiamo? E i visitatori che attraiamo rispondono all’offerta delle nostre imprese?

Il nostro obiettivo principale è destagionalizzare l’offerta turistica. A questo proposito l’ente camerale partenopeo ha avviato un piano di incentivi a favore dei tour operator nazionali e stranieri e delle agenzie di viaggio italiane corrispondenti degli operatori internazionali. Puntiamo ad ogni tipo di clientela. Dai giovani fino ai congressisti, passando per le famiglie e per gli appassionati di arte, di musica, di sport e di terme. La nostra offerta di strutture è variegata e calibrata su ogni esigenza e con standard di livello internazionale e prezzi sicuramente competitivi.

3. Cosa può fare la politica, Regione, Comune e Provincia, a supportare le imprese per attrarre turismo?

Sicuramente rafforzare l’intesa interistituzionale che vede l’ente camerale partenopeo come snodo e sintesi degli interessi reali di sviluppo della nostra comunità economica, culturale e sociale. Ma non basta il coordinamento tra istituzioni. Servono progetti concreti di promozione delle attività turistiche. C’è bisogno di uno sforzo supplementare da parte degli enti pubblici territoriali per supportare le imprese turistiche e allentare l’eccessiva pressione fiscale e garantire alle nostre aziende pari condizioni per competere sul mercato nazionale ed internazionale. Oltre al sistema degli incentivi realizzato direttamente dall’ente camerale partenopeo, per quanto riguarda gli attrattori turistici, abbiamo chiesto e ottenuto la modifica dello statuto dell’Acn, trasformando con il nostro ingresso nella governance a pari titolo degli altri enti, la società di gestione delle regate dell’America’s Cup in un soggetto che dovrà coordinare e realizzare i grandi eventi.

4. Che futuro immagina per il turismo in Campania?

Una regione a misura di ogni turista. Con una rete di servizi che sia competitiva con le altre aree territoriali del Paese e di molte nazioni nostre concorrenti. Oggi con la contrazione dei consumi e le sfide del mercato globale, puntare sull’offerta di qualità è diventato sempre più un imperativo categorico. E, nella nostra regione, ci sono tutte le condizioni per affrontare e vincere queste sfide. Ma c’è bisogno di una marcia in più da parte di tutti trasformare la Campania in una terra dove conviene investire e puntare sul turismo.

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