I prodotti agroalimentari “Made in Italy” sono riconosciuti, a livello globale, come prodotti di elevata qualità e garanzia di salubrità, simboli del forte legame che lega le eccellenze italiane al proprio territorio di orgine.
L’Unione europea conferma questa peculiarità, riconoscendo all’Italia il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine controlata e a indicazione geografica protetta, rispetto agli altri Paesi europei.
Alla qualità, già tipica del prodotto italiano, vi si aggiungono anche i rigidi controlli da parte dei vari organi che, tramite le cosiddette certificazioni comunitarie, garantiscono al consumatore un livello di tracciabilità e di sicurezza più elevato, affinché il prodotto finale risulti ancora più sicuro e di qualità.
Queste certificazioni, seguono rigidi disciplinari da applicare al flusso produttivo del prodotto, da quando è materia prima fino al “prodotto trasformato” che andrà poi in catena di distribuzione.
Tra le certificazione più importanti e innovative, per l’agroalimentare Made in Italy è la certificazione Kosher.
Essa deriva dai rigidi audit della religione ebraica, ma va oltre i dettami religiosi, incastrandosi perfettamente con i regolamenti produttivi e sanitari italiani ed europei, dando ampia risposta alle esigenze sia aziendali che, soprattutto, dei consumatori, garantendo all’alimento kosher quella salubrità, quella qualità e quella particolarità che lo rende competitivo e accattivante sul mercato nazionale e internazionale.
In Italia, molte aziende produttrici, dopo aver preso consapevolezza dell’importanza del mondo Kosher a livello globale, inquadrano nel prodotto Kosher il valore aggiunto per una risorsa inesauribile e indispensabile, quella dell’alimentazione Made in Italy. Puntando quindi all’incremento di questo fondamentale binomio, garantendo all’agroalimentare Made in Italy Kosher, un posto in prima fila nell’alimentazione mondiale.
di Mosè Alise
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