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Nella giornata di ieri, mercoledì 28 ottobre, il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali On. Giuseppe Castiglione e il Presidente di Confagricoltura Dott. Mario Guidi si sono riuniti per discutere e confrontarsi sulla recente questione inerente la cancerogenicità delle carni rosse lavorate, sollevata dall’AIRC-OMS (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).

Al confronto ha partecipato anche il Prof. Vincenzo Chiofalo, già Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Messina e Presidente del Consorzio Ricerca Filiera Carni, nome illustre del mondo veterinario internazionale e della filiera nazionale delle carni.

Al termine dell’incontro il Sottosegretario Giuseppe Castiglione e il Presidente Guidi, hanno dichiarato:

“Abbiamo svolto un’analisi attenta del testo con il prezioso contributo del professor Vincenzo Chiofalo ed abbiamo concordato sul fatto che occorre molta cautela nell’esaminare i dati contenuti in questi primi elementi pubblici diffusi dal Gruppo di Lavoro dell’AIRC-OMS.
Ci sono cifre, ad esempio, come quelle riferite al consumo pro-capite di carni, che meritano una più attenta analisi tenuto conto che ogni Paesi ha abitudini alimentari molto diverse. Non solo, emerge chiaramente che non sono molti gli studi tra gli 800 esaminati, che dimostrano una correlazione tra il consumo di carni trasformate e lo sviluppo del carcinoma. Con conclusioni che peraltro, per quanto riguarda la carne trasformata, non sono neanche state assunte all’unanimità nel gruppo di lavoro. Segno che su questi aspetti non c’è completa identità di vedute. Pur prendendo atto naturalmente del notevole sforzo compiuto dall’Agenzia dell’Oms – conclude Castiglione- occorre evitare conclusioni affrettate e demonizzazioni per non incidere negativamente sui consumi di un alimento, la carne, che è invece essenziale per la nutrizione. Ma anche per evitare contraccolpi sul settore dell’allevamento che da solo, escludendo l’industria della trasformazione, rappresenta un quarto sul totale della produzione agricola italiana ed europea, per un valore rispettivamente di circa 107 miliardi per l’UE28 di cui oltre 10 miliardi in Italia.“

Il Professor Chiofalo, conclude confermando quanto detto dal Sottosegretario Castiglione e dal Presidente Guidi e, rimarcando l’importante valore nutrizionale delle carni, aggiunge che:
“Il lavoro dell’OMS, afferma con assoluta certezza che vi è una netta correlazione tra la loro assunzione e l’origine del carcinoma al colon-retto, senza porsi quel ragionevole dubbio sul fatto che ciò non derivi dal prodotto in sé ma piuttosto dalle modalità di conservazione e preparazione. La maggior parte dei composti cancerogeni si sviluppano infatti in seguito a particolari cotture rapide ed intense, responsabili della carbonizzazione proteica e con contestuale formazione di policiclici aromatici anche molto nocivi come il benzopirene”.

di Mosè Alise

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