L’Operazione rilancio per la filiera italiana delle carni si basa su tre fattori importanti: valenza economica, sostenibilità ambientale e qualità.
Le carni presentano un ruolo chiave nel modello alimentare italiano e le loro proteine nobili vanno a braccetto con qualità e ambiente, proprio perchè la trasformazione delle deiezioni in biogas consentirebbe di ridurre al minimo l’inquinamento ambientale.

Dal punto di vista economico, il mercato della carne, vanta un vero primato: un fatturato di 32 miliardi rispetto ai 180 dell’intero settore alimentare e 180mila addetti. E con prospettive favorevoli a livello globale: la Fao stima infatti un aumento del 60% della domanda di proteine entro il 2050.

Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare e vice presidente di Assocarni, ha sottolineato che “pochi sono i paesi con un sistema agroalimentare equilibrato e sostenibile come quello italiano che può diventare un modello di riferimento per tutti. In particolare – ha aggiunto – la filiera delle carni italiane può mostrare al mondo come soddisfare il crescente fabbisogno di proteine riducendo al minimo l’impatto ambientale”.
Il vice ministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, dichiara che il rapporto mette in luce con chiarezza “le strette connessioni tra il fabbisogno nutrizionale, la sostenibilità ambientale, la riduzione degli sprechi e la sicurezza ambientale e dimostra che la filiera è impegnata a costruire un modello produttivo attento”.

di Mosè Alise

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