In questi giorni stiamo assistendo ad una nuova ondata di psicosi collettiva scaturita dalla notizia riportata dai giornali nazionali inerente l’elevata cancerogenicità delle carni lavorate.
La notizia, che illustra i risultati di varie ricerche condotte dall’OMS, individua nella carne lavorata una delle principali cause di tumore al colon-retto, inserendola nell’ormai sempre più famoso Gruppo 1, paragonandola in maniera indiscriminata a sostanze cancerogene di certa pericolosità, come fumo, alcol, etanolo e, addirittura, arsenico.

Neanche la carne rossa fresca esce indenne dalla gogna mediatica, l’OMS infatti classifica l’oro rosso nel cosiddetto Gruppo 2, quello delle sostanze “probabilmente” cancerogene.

L’avverbio “probabilmente”, che ha valore scientifico esclusivamente per chi è esperto del settore, risulta essere, per il semplice consumatore, una parola-fantasma che viene oscurata completamente dal termine “cancerogeno”, di sicuro ben più visilie e più pesante dal punto di vista mediatico.

Il Prof. Giorgio Calabrese, dietologo e nutrizionista di fama internazionale, Presidente del Comitato Nazionale della Sicurezza Alimentare e voce autorevole del mondo dell’alimentazione, rassicura i consumatori italiani e stranieri confermando che lo “scoop” di questi giorni è in realtà una notizia vecchia, basata su dati provenienti da ricerche svolte sullo stile di vita anglosassone. Uno stile di vita questo, che è ben diverso da quello del Bel Paese, caratterizzato infatti da un’elevata incidenza del tumore al colon-retto, dovuta per lo più alla loro cultura alimentare che abitua, fin dalla tenera età, ad utilizzare diete ricche di alimenti iperlipidici, dal bacon alle salsicce fritte, dalle uova alle patatine, sempre e rigorosamente fritte.

Oltre al tipo di dieta, precisa il Prof. Calabrese, è fondamentale anche la frequenza di assunzione e la qualità di un determinato alimento.
Variare il tipo di alimento infatti, come consigliato dalla nostra dieta mediterranea, una dieta naturale caratterizzata dall’ elevata qualità della materia prima e di cui la carne è tra gli elementi primari, consente di equilibrare in maniera corretta i principali elementi nutritivi utili, favorendo una corretta funzionalità dell’organismo e una costante prevenzione delle patologie legate ad un regime alimentare anomalo.

Il tutto è sempre legato ai rigidi controlli sulla filiera alimentare messi in atto dai servizi veterinari in collaborazione fattiva con il Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri che vigilano sulla sicurezza degli alimenti, partendo dai luoghi d’origine della materia prima, fino alla tavola del consumatore, passando per il ciclo produttivo e la catena di distribuzione.

Ritornando alla notizia di questi giorni, creare falsi allarmismi, cercando di minare un comparto di qualità unica, come quello della carne, fa pensare, dopo un attenta riflessione, a una strumentale deviazione dell’attenzione da ben più importanti e soprattutto reali emergenze.

di Mosè Alise

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