Intervistata da Repubblica, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, affronta il tema del randagismo e annuncia nuove iniziative.
“Il randagismo è un problema rilevante, soprattutto in alcune regioni del centro-sud, anche a causa del ritardato recepimento della 281 e della disomogenea applicazione delle norme. Ribadisco, i tempi sono maturi per una possibile revisione della Legge, concordata con tutti gli attori coinvolti, che preveda anche l’introduzione di parametri univoci e omogenei nella valutazione della tutela del benessere animale nei canili/rifugi”.
Il Ministro ricorda che tra gli obiettivi prioritari della legge quadro vi è stabilito di destinare il 60% dei fondi stanziati per la lotta al randagismo, alle sterilizzazioni degli animali senza proprietario. Da affiancare un altro strumento fondamentale per la lotta al randagismo è l’Anagrafe, tramite l’identificazione e la registrazione in un database di tali animali per evitarne l’abbandono e garantirne la tracciabilità.

Alla domanda come intenda contrastare il randagismo, Beatrice Lorenzin risponde “Convocando un tavolo di coordinamento con le organizzazioni dei medici veterinari e tutte le categorie interessate per affrontare congiuntamente il problema e valutare i termini di un aggiornamento della legge 281/91″.

Il Ministro inoltre, sottolinea che “in questi ultimi anni ha promosso campagne contro l’abbandono e iniziative volte a favorire il possesso responsabile degli animali e la prevenzione dei reati contro gli stessi, ha inoltre sostenuto progetti ed eventi organizzati a livello locale da Enti pubblici e Associazioni protezionistiche aventi analoghe finalità. Tali attività sono ancora tra le priorità della Direzione generale competente che attraverso i suoi uffici e dal 2010 mediante un’apposita Unità Operativa, monitora il fenomeno del randagismo su tutto il territorio nazionale”.

E sulle attività dell’Unità Operativa per la Tutela Animale attiva presso il Ministero della Salute: “Smentisco assolutamente che la task force abbia interrotto la propria attività- dichiara Lorenzin-  Questa unità operativa ha supplito in una fase di emergenza alle carenze di alcune autorità locali, ma occorre in tempi rapidi uscire dalla fase di emergenza e promuovere le capacità delle autorità locali di affrontare e governare il problema”.

Quanto ai trasferimenti di randagi, il Ministro conferma: “Ultimamente si è assistito a un incremento delle segnalazioni relative alle adozioni internazionali, in particolare verso Paesi quali Germania, Austria, Svizzera e Svezia. Di conseguenza, abbiamo deciso di coinvolgere le regioni maggiormente interessate dal fenomeno e le Associazioni di protezione degli animali, per definire una procedura operativa volta a garantire il benessere e la tracciabilità di questi animali. Questa procedura è adottata in via sperimentale nelle regioni Lazio e Umbria da circa un anno e mezzo. L’applicazione uniforme di questo approccio su tutto il territorio nazionale e la raccolta di dati per monitorare il fenomeno presuppongono l’adesione di tutte le regioni e un flusso informativo centralizzato al Ministero- prosegue il Ministro. La condivisione con le altre autorità regionali è quindi necessaria e in tal senso mi farò promotrice delle iniziative necessarie per rendere inderogabili tali attività, al fine di tenere sotto controllo le movimentazioni e assicurare la piena tracciabilità degli animali”.

Con le nuove disposizioni ministeriali, si riuscirà a far fronte in maniera ottimale al fenomeno del randagismo che è sempre più dilagante soprattutto nelle zone periferiche delle città italiane.
di Mosè Alise
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