La depenalizzazione dei reati contro gli animali è da tempo oggetto di dibattito fra i giuristi. Non sono  nemmeno mancate proposte e disegni di legge in Parlamento.
Su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo che dà attuazione alla legge delega 67/2014in vigore dal 5 maggio di quest’anno, in materia di depenalizzazione.
La Legge 67/2014, conferisce la delega al Governo per «escludere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento, senza pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno e adeguando la relativa normativa processuale penale».
La pena dell’arresto “è destinata ad essere eliminata dalle pene principali e ad essere sostituita dall’arresto domiciliare”.
L’attuazione della delega consentirà ragionevolmente, nel breve periodo, di deflazionare il carico giudiziario restituendo alla giustizia la possibilità di affrontare con nuove energie indagini e processi complessi, la cui definizione possa essere ritardata o ostacolata dalla pendenza di processi relativi a fatti di particolare tenuità. Resta ferma la possibilità, per le persone offese, di ottenere serio ed adeguato ristoro nella competente sede civile.
Il decreto legislativo esclude dalla punibilità per particolare tenuità del fatto, “i reati per i quali è prevista la pena della reclusione ovvero della reclusione o dell’arresto domiciliari non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alle predette pene“.
Rientrano in questa categoria svariate condotte:  l’esercizio abusivo di una professione (art 348 cp), l’abuso d’ufficio (art. 323 cp), l’adulterazione e la contraffazione di cose in danno alla salute pubblica (art. 441 cp) l’introduzione o abbandono di animali in fondo altrui (art. 636 cp) e i più recenti reati penali in danno agli animali come il 544 bis (Uccisione di animali), il 544 ter (Maltrattamento di animali), il 544 quinques (Divieto di combattimento di animali) e il reato penale di omissione di soccorso introdotto dal nuovo Codice della Strada.
Il limite tra etica e legge risulta sempre più sottile, sperando che la tutela degli animali, risulti sempre tale priorità del Governo.
di Mosè Alise
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