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Il 29 e 30 ottobre 2015, si è tenuta presso l’Università di Palermo il “CINI Annual Workshop on ICT for Smart Cities and Communities”, la conferenza annuale organizzata dal CINI, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, riguardante l’innovazione della Pubblica Amministrazione al fine di migliorare i servizi e le interazioni tra il cittadino e la stessa Amministrazione.

Rendere le città “smart” e le comunità intelligenti è un obiettivo importante, che comporta un processo complesso e che coinvolge varie realtà, da quella politico-istituzionale a quella industriale.

Durante il workshop, al quale hanno presenziato illustri ospiti del mondo accademico, dell’industria e delle Istituzioni pubbliche, sono state proposte una serie di opportunità interessanti per sviluppare al meglio il concetto di città intelligente, presentando soluzioni innovative e idee smart per nuovi progetti.

Ospite d’eccezione del congresso, il Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico, la sen. Simona Vicari che, soddisfatta dei contenuti trattati, dichiara:

“Le Smart City rappresentano un contesto particolarmente favorevole alla sperimentazione di misure in grado di generare crescita con occupazione poiché le tecnologie digitali possono incrociarsi con infrastrutture innovative, nuovi servizi e migliori sistemi di efficientamento energetico.

Ciò conduce non solo ad un significativo impatto su qualità della vita, crescita economica ed occupazione, ma genera una discontinuità a favore di tutti gli altri attori della rivoluzione digitale.

Secondo diversi studi le Smart City porteranno a connettere, nell’ambito di quella che viene definita Internet of  Everything, 25 miliardi di oggetti entro il 2015 e 50 miliardi di oggetti per il 2020, creando, a livello globale, valore per 14,4 trilioni di dollari nei prossimi 10 anni.

Le Smart City dovranno essere proprio il punto di partenza per il ridisegno delle città, come detto, e delle vite del cittadino consumatore, del cittadino lavoratore e del cittadino fruitore dei servizi pubblici perché ridisegnando le città dal punto di vista urbanistico e infrastrutturale si azionerà un processo virtuoso che senza ombra di dubbio investirà il versante sociale colmando storici gap che l’Italia sconta da un punto di vista economico.

Il primo, sperimentale obiettivo del Programma Smarter City sarà quello di creare dei “living lab” nelle 14 Città Metropolitane. Uno dei living lab sarà a Palermo.

I “living lab” saranno quartieri dove si concentreranno contemporaneamente misure per la realizzazione di una Smart Grid di nuova generazione, facendo leva anche sui nuovi investimenti in Banda Larga e per l’accelerazione di Servizi e Dispositivi Smart in grado di generare, attraverso la valorizzazione di Open e Big Data, un percepibile miglioramento della qualità della vita di cittadini e del contesto operativo delle imprese. Conclusa la fase sperimentale, l’ambizione del Governo è quella di rendere strutturale il programma, attraverso una progressiva estensione dell’intervento nel Paese, e trasformare l’Italia nel luogo più attrattivo per sviluppare una industria delle Smarter City”.

di Mosè Alise

 

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