Nadia Toffa, energica e amatissima inviata delle Iene e conduttrice televisiva italiana, si è spenta il 13 agosto 2019 nella Domus Salutis di Brescia, dove era ricoverata dagli inizi di Luglio, quando le sue condizioni di salute erano peggiorate. La notizia ha destato stupore e costernazione anche in chi l’aveva criticata per alcune affermazioni pronunciate durante la sua lotta contro il cancro. A divulgarla, proprio lo staff delle Iene sui social.

L’esordio della malattia che ha colpito la vulcanica “Iena” si registra alla fine del 2017, quando Nadia Toffa fu improvvisamente colpita da un malore in un albergo di Trieste dove stava soggiornando. Pochi mesi dopo l’accaduto, rivelatosi subito piuttosto serio, precisamente a febbraio 2018, la Toffa è ritornata nella trasmissione televisiva che ha fatto la sua fama, annunciando di aver avuto un cancro. Da allora la conduttrice è stata assunta a simbolo della lotta contro il cancro, un simbolo amato ma anche discusso per alcune posizioni da lei assunte e spesso fraintese.

La Toffa ha scelto di raccontare la propria esperienza in un libro dal titolo “Fiorire d’inverno”, presentandolo in un post su Instagram in cui descriveva il cancro come un dono e una possibilità di rinascere. Accuse e polemiche non sono mancate contro la quarantenne italiana da parte di persone indignate dall’accezione positiva che Nadia Toffa aveva conferito a una malattia tanto devastante e priva di risvolti luminosi. In realtà, quello che la Toffa intendeva proporre era un approccio grintoso alla malattia. Il suo voleva essere un messaggio di resistenza, di lotta al dolore, un grido di vita contro il calvario che stava affrontando. Già nel 2014 la Toffa era stata autrice di un libro “Quando il gioco si fa duro” sul fenomeno dell’azzardopatia, in cui era emerso il vigore del suo impegno sociale. La pimpante “Iena”. Si era distinta come vera e propria guerriera assetata di giustizia già per le sue inchieste sulle truffe ai danni del servizio sanitario nazionale, sullo smaltimento dei rifiuti illegali in Campania, sull’Ilva di Taranto, città dalla quale, per altro, ha ricevuto la cittadinanza onoraria. La sua carriera aveva raggiunto l’apice nel 2016, quando era stata promossa a conduttrice della trasmissione televisiva delle Iene.

Il suo sorriso contagioso, la sua carica inarrestabile e la sua intelligenza esplosiva non erano stati piegati dalla malattia. Durante i cicli di radioterapia e di chemioterapia cui ha dovuto sottoporsi, non si sono risparmiate critiche e biasimi per un’esposizione della propria malattia sui social giudicata eccessiva. Ma neanche gli haters, la perdita dei capelli, il ritorno del cancro hanno potuto stroncare la sua forza, il suo attaccamento alla vita e la sua ammirevole voglia di restare tra noi. Le Iene piangono la loro adorata guerriera: “Niente per noi sarà più come prima”. La camera ardente è stata allestita nel Teatro di Santa Chiara e i funerali si sono celebrati il 16 agosto nella Cattedrale di Brescia, la città di Nadia. Pochi giorni dopo la scomparsa di Nadia, un’altra grave perdita ha devastato la famiglia Toffa: quella della nonna Maria Cocchi, che non avrebbe retto al dolore per la morte dell’amatissima nipote. I funerali si sono celebrati il 20 agosto nel piccolo comune di Cerveno, dove la nonna della Toffa è stata ricordata per la sua simpatia e bontà d’animo.

 

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