E’ alla terza edizione la classifica del Networked Society City Index elaborata dalla Ericsson, che esamina e classifica le maggiori 25 città al mondo nella capacità di adoperare sul territorio le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (I.C.T.).
Da questa indagine a guidare la classifica è New York, seguita Stoccolma e Londra e descrive piattaforme urbane di sviluppo abilitate all’ ICT che consentono la creazione delle cosiddette SMART CITY, poli digitali che attrarranno sempre più abitanti. Si stima che entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nei centri urbani a scapito delle aree rurali e poco digitalizzate.
New York si è guadagnato il podio grazie al programma “New York City Digital” che alimenta ogni giorno la nascita e l’espansione di incubatori per le startup del settore.
Stoccolma e Londra seguono a ruota, la prima per la ricerca tecnologica sui quartieri ecosostenibili e la seconda che, in pochi anni, ha sviluppato un area, la Tech City, che attrae grandi aziende e laboratori di ricerca di livello mondiale.
In questa classifica non mancano città come  Singapore, Seoul, Tokyo, Parigi e Los Angeles.

Il motore dell’innovazione high tech abilita lo sviluppo sul territorio di nuovi prodotti, a partire da ecommerce, video streaming e servizi cloud. Riduce inoltre le barriere di accesso, anche per raggiungere mercati lontani, e i costi di transazione. La maturità delle ict è trainata all’inizio soprattutto da singoli individui più che da aziende o istituzioni, rileva lo studio del gruppo svedese.
In particolare, per ogni mille nuove connessioni, sono 80 i nuovi posti di lavoro generati, come osserva una ricerca di Ericsson e Arthur D. Little. E ancora: le stime della Stockholm School of Economics segnalano che un aumento della penetrazione della banda larga dell’1% porta a un incremento del 3,8% nella registrazione di nuove attività imprenditoriali.
Da questa rierca si può desumere molto semplicemente che il futuro del mondo e del lavoro risiede nell’ ICT e nella penetrazione della banda larga e quindi una domanda sorge spontanea, ma l’ITALIA quando capirà che bisogna svegliarsi nella digitalizzazione e nella BANDA LARGA?
Ai posteri l’ardua sentenza…

Mike

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