Grande successo per la prima della Traviata, composta da Giuseppe Verdi nel 1853, su libretto di Francesco Maria Piave.

L’opera sarà in scena fino il 13 novembre e sarà l’ultimo titolo operistico in cartellone per la stagione 2014/ 2015 del Teatro S.Carlo.

Il Teatro S.Carlo ha quattro aspetti fondamentali:

Attira sempre più pubblico straniero, infatti tra il pubblico era presente un gruppo di diciotto artisti giapponesi accompagnati dal tour leader Kozuki Hikari che precedentemente si erano esibiti a loro volta a Roma in un concerto di musica classica;

Il secondo aspetto importante è avere importanti artisti del panorama internazionale (Zubin Mehta, Pinchas Zukerman, Svetlana Zakarova, Fabio Luisi, Uto Ughi, Pinchas Steinberg, per citarne solo alcuni);

Programmare tournée per tutti i complessi artistici (orchestra, ballo, coro, ensemble dell’Orchestra, etc.);

costruisce e consolida il dialogo con importanti istituzioni di altri Paesi (per co-produzioni, progettualità condivisa, comunicazione, opportunità di scambio).

Quasi 70 anni fa il Teatro di San Carlo fu il primo Teatro italiano a partire per una tournée internazionale, appena concluso il secondo conflitto mondiale: il 5 settembre 1946 con Francesco Capuana sul podio il Teatro di San Carlo proponeva La traviata di Giuseppe Verdi, a Londra, al Covent Garden Royal Opera House, con la leggendaria Margherita Carosio nel ruolo di Violetta.

De’ miei bollenti spiriti il giovanile ardore ella temprò col placido sorriso dell’amore!… Dal dì che disse: vivere io voglio a te fedel, dell’universo immemore, io vivo quasi in ciel.

La traviata è la storia d’amore travagliata raccontata a ritroso fra Violetta, cortigiana e Alfredo Germont, giovane innamorato e spavaldo. Nella sua partitura, l’autore privilegia l’aspetto psicologico dei personaggi rispetto all’ effetto teatrale e a Violetta riserva mille sfumature, che richiedono grande duttilità alle interpreti costrette a passare, di atto in atto, da soprano a drammatico a lirico.

L’amore fra i due protagonisti è ostacolato da Giorgio Germont, il padre di Alfredo, che si presenta a Violetta con atteggiamento sprezzante, convinto che la donna viva alle spalle del figlio. Con fierezza, Violetta mostra a Germont l’atto di vendita dei propri beni. Germont resta favorevolmente impressionato da questo gesto, tuttavia le chiede di rinunciare ad Alfredo per non rovinare la felicità di un’altra sua figlia, il cui matrimonio con un giovane di “buona famiglia” minaccia di naufragare se non sarà troncata la scandalosa relazione del fratello.

Ah no! giammai! no, mai! Non sapete quale affetto vivo, immenso m’arda in petto? che né amici, né parenti io non conto tra’ viventi? e che Alfredo m’ha giurato che in lui tutto troverò? Non sapete che colpita d’atro morbo è la mia vita? che già presso il fin mi vedo? Ch’io mi sèpari da Alfredo? Ah il supplizio è sì spietato, che a morir preferirò…

Violetta rivendica i diritti del suo amore, racconta della sua salute gravemente compromessa, resiste con disperazione alle incalzanti richieste di Germont, ma alla fine si arrende e accetta rassegnata di sacrificare la propria felicità per il bene di Alfredo e dei suoi cari.

Durante una festa in maschera Violetta si vede costretta a rivelare a Alfredo che ha giurato di non rivederlo mai più e, poiché Alfredo insiste per sapere chi avesse avuto il diritto di imporle tale giuramento, Violetta lascia intendere che era stato il barone Doupho che l’aveva accompagnata alla festa. Fuori di sé per la gelosia e la disperazione, Alfredo chiama a raccolta i convitati e, confessando la sua vergogna per avere acconsentito che una donna disperdesse la fortuna per lui, getta violentemente delle banconote ai piedi di Violetta, proclamando di averla così ripagata.

Ogni suo aver tal femmina per amor mio sperdea… Io cieco, vile, misero, tutto accettar potea. Ma è tempo ancora!… tergermi da tanta macchia or bramo… qui or testimon vi chiamo che qui pagata io l’ho

La Traviata termina con la lettera del padre di Alfredo a Violetta dove si scusa e dichiara di aver confessato tutto al figlio. Violetta, malata già da tempo di tifo è all’ultimo stadio della sua malattia, Alfredo si congiunge a lei, con tutta la gioia nel cuore muore sognando un futuro con il suo amato.

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Scheda tecnica:

LA TRAVIATA

di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore: Nello Santi (3, 4, 5, 6 e 7 Novembre) / Maurizio Agostini (8, 10, 11, 12 e 13 Novembre)
Maestro del Coro: Marco Faelli
Regia: Ferzan Ozpetek
Regista collaboratore: Marina Bianchi
Scene: Dante Ferretti
Assistente alle Scene: Leila Fteita
Costumi: Alessandro Lai

Interpreti

Violetta Valéry: Maria Grazia Schiavo (3, 6, 10 e 12 Novembre) /Cinzia Forte (4, 7, 11 e 13 Novembre) / Jessica Nuccio (5 e 8 Novembre)

Flora Bervoix: Giuseppina Bridelli (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre) / Anastasia Pirogova (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Annina: MartaCalcaterra (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre)/ Michela Antenucci (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Alfredo Germot: Ismael Jordi (3, 6, 10 e 12 Novembre) / Stefan Pop (4, 7 e 11 Novembre)/Merunas Vitulskis (5, 8, 13 Novembre)

Giorgio Germont: Giovanni Meoni (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre) / Marco Caria (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Gastone: Massimiliano Chiarolla (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre) / Enrico Cossutta (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Il Barone Douphol: Fernando Piqueras

Il Marchese d’Obigny: Italo Proferisce

Il Dottor Grenvil: Francesco Musinu

Giuseppe: Giuseppe Valentino (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre) / Mario Todisco (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Domestico di Flora: Sergio Valentino (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre / Antonio De Lisio (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Un commissionario: Bruno Iacullo (3, 5, 7, 10 e 12 Novembre) / Giuseppe Scarico (4, 6, 8, 11 e 13 Novembre)

Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
Allestimento del Teatro di San Carlo

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