Tra le novità che si registrano in questa estate in area flegrea, è da segnalare l’ingresso del pomodoro cannellino tra i prodotti tradizionali partenopei. È la Regione Campania a stabilirlo.

Due anni fa, otto produttori hanno inaugurato l’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo. Due anni dopo gli stessi si sono occupati dell’allestimento di un evento per la conoscenza del pomodorino cannellino campano, delle modalità di coltura e delle sue caratteristiche. L’evento ha avuto luogo presso il sito archeologico di Cuma il 25 luglio. Nella stagione estiva si è stabilito di aumentare gli ettari destinati alla coltura del pomodoro cannellino proprio in virtù del successo ottenuto nella consumazione sia del fresco che del trasformato. Il passaggio, stabilito dai produttori, è stato da 10 a 15 ettari su 65 ettari di terreno appartenenti alle aziende.

Promuovere un prodotto agricolo tra i tradizionali della regione Campania è promuovere il territorio. Testimonianze indirette riportano che i pomodori cannellini fossero utilizzati già a partire dall’Ottocento per le conserve domestiche. Valorizzare tale risorsa gastronomica significa richiedere standard di alta qualità e collaborazione alle istituzioni dei comuni flegrei per il recupero di terreni dismessi da destinare alla coltura del pomodoro cannellino. Il comune di Pozzuoli ha avviato il progetto Monterusciello Agro City (MAC), promosso dall’Assessore all’Urbanistica Roberto Gerundo e finalizzato alla riqualifica dei terreni destinati all’agricoltura nella frazione di Monterusciello. La collaborazione con una simile iniziativa di recupero territoriale e promozione economica è indispensabile per dare nuovi stimoli all’economia campana. L’evento che ha avuto luogo nel sito archeologico di Cuma lo scorso luglio è stato atto a valorizzare il pomodoro cannellino che si coltiva anche nel Parco archeologico cumano, ma il suo allestimento ha avuto scopi ben più ampi: congiungere arte, storica e cultura per far conoscere le tradizioni gastronomiche e agricole della nostra regione, per dare slancio a iniziative economiche e anche tecniche di coltura che hanno fatto la storia dell’agricoltura flegrea. Coltivato già nell’Ottocento, come si è anticipato, fino a poco tempo fa non esisteva forme di tutela e promozione del pomodoro cannellino, ufficialmente annoverato tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali proprio quest’estate. Un prodotto che rischiava di finire nell’oblio è finalmente oggetto di cura e promozione.

Una curiosità su questo fresco e gustoso prodotto campano: il nome “cannellino” sembrerebbe derivare dalla struttura portante con canne di bambù e filo di spago che è necessario allestire per la sua coltivazione. Ciascuna delle fasi di coltura del pomodoro cannellino si effettua manualmente. Un altro passo in direzione della tutela di questo prodotto è stato compiuto da pizzaioli e chef attivi sul territorio campano, che hanno già inserito il prodotto nei loro menù.

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