18 Gennaio 2026

Padre assolto ma ancora separato dalla figlia

Redazione

Dopo due anni e mezzo di accuse rivelatesi infondate e definitivamente archiviate dal tribunale, un padre residente in un comune dell’Empolese sperava finalmente di poter riabbracciare la propria figlia. Le indagini hanno infatti escluso ogni ipotesi di maltrattamento contestata dall’ex compagna, facendo cadere il procedimento a suo carico. Tuttavia, la fine dell’incubo giudiziario non ha coinciso con il ripristino del rapporto genitore-figlia.

L’uomo si trova oggi coinvolto in una nuova e paradossale battaglia legale, affiancato dagli esperti del progetto antiviolenza 1523.it. Nonostante l’archiviazione, al padre è stato richiesto di intraprendere un percorso con l’Unità funzionale di salute mentale adulti, finalizzato alla ripresa graduale degli incontri con la bambina, nel frattempo trasferitasi con la madre in una struttura protetta. Analogo percorso sarebbe stato previsto anche per la minore.

Conclusa questa fase, il giudice ha disposto un calendario di quattro incontri tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Appuntamenti che, denuncia l’avvocato Angelo Pisani, non si sono mai concretizzati: l’assistente sociale incaricata si sarebbe presentata ogni volta senza la bambina, adducendo un presunto rifiuto della minore a partecipare, circostanza mai verificabile dal padre, al quale sarebbe stato negato anche un semplice contatto telefonico.

Di fronte alla reiterata mancata esecuzione dell’ordine del giudice, l’uomo ha sporto denuncia e annunciato azioni risarcitorie. Ulteriori criticità riguarderebbero, inoltre, l’inadeguatezza del locale destinato agli incontri, definito tutt’altro che neutro e privo dei requisiti minimi di riservatezza.

«Siamo davanti a un vero e proprio caso istituzionale», afferma l’avv. Pisani, che annuncia di essere pronto a rivolgersi anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo per la tutela degli affetti familiari. Intanto il padre resta escluso dalla vita della figlia, che – secondo la sua denuncia – diventa così vittima di un sistema che, anziché proteggere, finisce per spezzare legami fondamentali.

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