Riconoscimento della qualifica di pizzaiolo: al Senato il disegno di legge per l’albo nazionale dei professionisti

Redazione

Senatore Gianluca Cantalamessa

DDL 1267  disegno di legge 

Il mestiere di pizzaiolo, simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana nel mondo, potrebbe presto ottenere un riconoscimento giuridico formale. Il 16 ottobre 2024 è stato infatti presentato al Senato il disegno di legge n. 1267, d’iniziativa dei senatori Gianluca Cantalamessa, Giorgio Maria Bergesio e Mara Bizzotto, che prevede il riconoscimento della qualifica professionale di pizzaiolo e l’istituzione di un Albo nazionale dei pizzaioli professionisti.

Nonostante la pizza sia uno dei prodotti italiani più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, e l’“arte del pizzaiuolo napoletano” sia stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la figura del pizzaiolo non gode attualmente di un riconoscimento professionale unitario nell’ordinamento italiano.

Il disegno di legge nasce proprio con l’obiettivo di colmare questo vuoto, valorizzando competenze, formazione e professionalità di un settore che occupa migliaia di addetti e rappresenta una componente rilevante dell’economia agroalimentare e turistica nazionale.

Il testo prevede l’introduzione di una qualifica professionale di pizzaiolo, conseguibile attraverso un percorso che combina formazione teorico-pratica ed esperienza sul campo. In particolare, è previsto un periodo minimo di pratica continuativa e il superamento di un esame finale, volto ad accertare le competenze tecniche, igienico-sanitarie e professionali del candidato.

La qualifica verrebbe rilasciata da associazioni nazionali di categoria riconosciute dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, garantendo così standard omogenei su tutto il territorio nazionale.

Elemento centrale del disegno di legge è l’istituzione dell’Albo nazionale dei pizzaioli professionisti, pensato come strumento di tutela sia per i lavoratori sia per i consumatori. L’iscrizione all’albo sarebbe riservata ai soggetti in possesso della qualifica professionale, ma il testo prevede anche norme transitorie per consentire l’iscrizione a chi già esercita la professione da anni.

In particolare, potrebbero essere iscritti di diritto i maestri pizzaioli con almeno dieci anni di esperienza documentata, così come coloro che siano già in possesso di attestati o certificazioni riconosciute come equivalenti.

L’albo sarebbe gestito da un Consiglio nazionale dell’Ordine, eletto dagli iscritti, con funzioni di vigilanza, aggiornamento professionale e tutela della categoria.

Il disegno di legge interviene anche sul piano della formazione scolastica, prevedendo l’attivazione di percorsi specifici per pizzaioli all’interno degli istituti professionali per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera. L’obiettivo è creare un canale formativo strutturato, capace di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro e di elevare ulteriormente il livello qualitativo della professione.

L’iniziativa ha già acceso il dibattito tra operatori del settore. Da un lato, molte associazioni di pizzaioli vedono nel disegno di legge un passo importante verso la dignità professionale, la tutela del mestiere e il contrasto all’improvvisazione. Dall’altro, non mancano perplessità legate al rischio di un’eccessiva burocratizzazione o alla creazione di barriere all’accesso per chi lavora da anni senza titoli formali.

Il disegno di legge è attualmente all’esame della 9ª Commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare). L’iter parlamentare potrà portare a modifiche del testo, anche alla luce delle audizioni e dei contributi delle parti interessate.

Il senatore napoletano Gianluca Cantalamessa, primo firmatario del provvedimento, ha sottolineato il valore culturale ed economico dell’iniziativa:

«Con questo disegno di legge intendiamo riconoscere dignità e tutela a una professione che rappresenta un’eccellenza italiana nel mondo. Il pizzaiolo non è soltanto un operatore della ristorazione, ma un custode di saperi, tradizioni e competenze che meritano un riconoscimento formale. L’istituzione di una qualifica professionale e di un albo nazionale va nella direzione di valorizzare la qualità, la formazione e la professionalità, offrendo al tempo stesso maggiori garanzie ai consumatori e nuove opportunità ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere».

Secondo Cantalamessa, il provvedimento si inserisce inoltre in una più ampia strategia di tutela del Made in Italy agroalimentare, puntando a contrastare l’improvvisazione e a promuovere standard elevati in un settore che contribuisce in modo significativo all’economia e all’immagine internazionale del Paese.

 

Se approvata, la riforma segnerebbe un passaggio storico per una professione che, pur essendo profondamente radicata nella tradizione italiana, guarda sempre più a un futuro di qualità, formazione e riconoscimento istituzionale.

 

 

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