Redazione
NAPOLI, 24 ottobre 2026 – Quella che era iniziata come una semplice contestazione sul prezzo delle vongole, vendute a circa 30 euro al chilogrammo, si è trasformata in una grave aggressione ai danni del noto pescivendolo Peppe Di Napoli, finito in ospedale dopo essere stato colpito nella sua attività commerciale.
Secondo quanto denunciato e documentato dalle immagini di videosorveglianza, la vicenda sarebbe nata da una discussione tra una cliente e il commerciante sul costo del prodotto. Nel corso del confronto sarebbe poi intervenuto un uomo, descritto come esperto di arti marziali, che avrebbe colpito Peppe Di Napoli al collo con una chiave.
Un gesto particolarmente pericoloso che avrebbe provocato una ferita in una zona estremamente delicata del corpo. Solo per una fortunata coincidenza, secondo quanto riferito, non si sarebbero verificate conseguenze ancora più gravi.
Immediatamente soccorso, Peppe Di Napoli è stato trasportato all’Ospedale San Paolo di Napoli, dove i medici hanno diagnosticato una prognosi di cinque giorni.
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra familiari, amici e clienti del commerciante, particolarmente conosciuto e apprezzato in città.
Sull’accaduto è intervenuto l’avvocato Angelo Pisani, fondatore di Potere ai Diritti e del progetto antiviolenza 1523.it, che ha annunciato iniziative legali a tutela della vittima.
«Non si può rischiare di morire per una discussione sul prezzo delle vongole. Siamo di fronte a un episodio gravissimo che testimonia un preoccupante aumento della violenza nella vita quotidiana», ha dichiarato il legale.
Pisani ha sottolineato come il crescente disagio economico e sociale possa generare tensioni e malcontento, ma ha ribadito che nulla può giustificare comportamenti violenti:
«Il caro vita può e deve essere contestato attraverso il dialogo, il confronto democratico e le forme civili di protesta. Aggredire chi lavora non è mai una risposta ai problemi sociali ed economici del Paese».
Nel frattempo, saranno richiesti tutti gli accertamenti necessari, comprese le acquisizioni delle immagini di videosorveglianza, per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
Numerosi i messaggi di vicinanza e solidarietà ricevuti da Peppe Di Napoli e dalla sua famiglia. L’episodio riaccende il dibattito sulla crescente tensione sociale che attraversa il Paese e sulla necessità di promuovere il rispetto delle persone e delle regole della convivenza civile.
Il messaggio che emerge con forza è chiaro: protestare è un diritto, aggredire non lo sarà mai. La violenza non può diventare la risposta al disagio sociale, al caro vita o alle difficoltà economiche.
foto ufficio stampa avv. Pisani

