2 Novembre 2026

Responsabilità dei sanitari, cosa cambia per medici e pazienti

Il 28 ottobre 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge di riforma sulla responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie, con 143 voti favorevoli e 113 contrari. È la terza riforma in quattordici anni su questa materia. Il testo passa ora al Senato per la seconda lettura. Il provvedimento è finalizzato a migliorare, attraverso la serenità dei medici, l’Alleanza Terapeutica per la Sicurezza delle Cure del Paziente, e a ridurre così i costi della medicina difensiva. Si tratta di una delega al Governo per il riordino della disciplina delle professioni sanitarie, articolata in quattro aree: responsabilità penale e civile, formazione, ordini professionali e una serie di misure sul personale sanitario. Tra le novità, il testo equipara le Buone Pratiche alle Linee Guida, un punto che apre più di una riflessione.

Su questo passaggio interviene Giuseppe Mazzucchiello, membro dell’Osservatorio Nazionale sulle Buone Pratiche in Sanità ai sensi della legge 24/2017 ed esperto nominato dal Ministro della Salute. «Con l’approvazione della riforma cosiddetta Schillaci-Sisto sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie viene sancito un principio importante: il medico, nella cura del paziente, potrà scegliere un percorso terapeutico disciplinato da una Buona Pratica Assistenziale anziché dalle Linee Guida, quando queste esistono, se valuta che la prima sia più adeguata alla condizione di quello specifico paziente». Una possibilità di questo tipo, prosegue Mazzucchiello, obbliga però la comunità scientifica a un approccio ancora più rigoroso nei criteri di validazione delle Buone Pratiche.

Il secondo elemento riguarda l’accertamento della colpa del sanitario. Secondo Mazzucchiello, «il medico non dovrà più rispondere per fatti lesivi accaduti ai pazienti come se fossero un suo errore, ma da ricondurre in realtà all’evidente inadeguatezza della struttura in cui lavora. Il principio dell’inadeguatezza dell’organizzazione aziendale è stato infatti introdotto in via definitiva come causa scriminante. Di conseguenza diventa ancora più importante il ruolo del medico legale nella valutazione di tutte queste circostanze».

Il giudizio complessivo dell’esperto si concentra sull’obiettivo politico della norma. «In definitiva, apprezzabilissimo è l’intento del Governo di fare il possibile per far ripartire l’Alleanza Terapeutica Medico/Paziente».

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