Redazione

Si terrà sabato 14 marzo alle ore 9.30, presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Palazzo Serra di Cassano a Napoli, l’iniziativa di presentazione di Officina Repubblicana, definita dai promotori come un “cantiere politico e programmatico” volto a promuovere un confronto culturale e politico in vista delle prossime elezioni politiche.
L’incontro, ospitato nello storico palazzo di via Monte di Dio, vedrà la partecipazione di numerosi esponenti del mondo accademico, istituzionale e della società civile. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e del presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Nel corso della mattinata interverranno, tra gli altri, Francesco S. Lauro, Tullio Jappelli, Giorgio Ventre, Arturo Capasso, Elena De Filippo, Melina Nappi e Umberto Ranieri. Le conclusioni saranno affidate a Giorgio La Malfa.
Secondo quanto illustrato nel manifesto dell’iniziativa, Officina Repubblicana nasce come movimento di opinione politico-culturale con l’obiettivo di contribuire al dibattito pubblico e alla costruzione di una proposta politica alternativa in vista delle elezioni. I promotori esprimono un giudizio fortemente critico sull’operato dell’attuale governo di centrodestra e intendono favorire una riflessione programmatica orientata a un nuovo progetto di governo.
Il movimento si richiama alle tradizioni politiche e culturali della sinistra democratica e punta a offrire il proprio contributo nella definizione del programma di una futura coalizione di governo europeista, rispettosa dei principi costituzionali e impegnata ad affrontare le principali criticità che, secondo i promotori, frenano lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Tra i temi centrali del cantiere programmatico figurano la politica internazionale ed europea dell’Italia, il futuro assetto costituzionale del Paese e le strategie di politica economica necessarie per rilanciare crescita e competitività.
L’adesione al progetto di Officina Repubblicana, precisano i promotori, non esclude l’appartenenza ad altri movimenti o partiti politici, configurandosi come uno spazio aperto di confronto e di elaborazione culturale e programmatica.

