Redazione
NOI Consumatori – Movimento Anti-Tax
La Corte d’Appello di Napoli ha annullato una richiesta di pagamento superiore a 16.000 euro avanzata da Enel Energia S.p.A. nei confronti di un cittadino Sig. Salvatore P. risultato completamente estraneo al rapporto contrattuale, riconoscendo la fondatezza della contestazione relativa a un caso di presunto furto di identità.
Il cittadino, assistito dagli Avvocati Angelo Pisani e Alessandra Salerno, si era visto recapitare una richiesta di pagamento per una fornitura elettrica relativa a un immobile sito in Castel Volturno, mai richiesta né utilizzata. Sin dall’inizio aveva contestato la pretesa, evidenziando l’assenza di qualsiasi contratto, la propria condizione di vittima di furto di identità e il danno subito anche sotto il profilo reputazionale.
Nonostante ciò, in primo grado il Tribunale aveva ritenuto valida la richiesta della società, sulla base di una registrazione telefonica prodotta dal gestore.
La Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la decisione, accogliendo integralmente l’appello del cittadino e introducendo principi di particolare rilievo in materia di tutela del consumatore.
In particolare, i giudici hanno ribadito che:
- la registrazione vocale disconosciuta non è sufficiente a provare la validità del contratto senza ulteriori verifiche;
- l’onere della prova della validità del contratto grava sul soggetto che richiede il pagamento;
- le fatture non costituiscono prova dell’esistenza del contratto, ma solo dell’importo richiesto;
- nei contratti a distanza è necessaria una conferma su supporto durevole;
- in presenza di anomalie, il gestore è tenuto a svolgere adeguati controlli sull’identità e sulla volontà del contraente.
La Corte ha inoltre affermato un principio di particolare rilievo:
“Non può essere il cittadino a dimostrare di non aver mai stipulato un contratto: è il gestore a dover provare, in modo certo, la volontà e l’identità del contraente.”
«Questa decisione rappresenta una vittoria di civiltà giuridica e di giustizia sostanziale. Troppo spesso i cittadini vengono travolti da pretese automatiche fondate su sistemi opachi e prove fragili», ha dichiarato l’Avv. Angelo Pisani.
«La sentenza ristabilisce un principio fondamentale: la dignità e i diritti del cittadino devono prevalere su logiche di recupero crediti non adeguatamente verificate», ha aggiunto.
La pronuncia rappresenta un importante precedente per tutti i cittadini vittime di furto di identità, per coloro che ricevono richieste di pagamento relative a forniture mai attivate e per i consumatori ingiustamente segnalati come cattivi pagatori.
La Corte ha inoltre condannato la società al pagamento delle spese legali per entrambi i gradi di giudizio, sancendo l’illegittimità della pretesa.
L’Avv. Angelo Pisani invita tutti i cittadini che si trovano in situazioni analoghe a non subire passivamente tali richieste e a rivolgersi agli sportelli di tutela di NOI Consumatori.
L’associazione e lo sportello operativo in Piazza Vanvitelli 15, a Napoli, sono a disposizione per fornire assistenza e tutela in tutte le sedi competenti.

