Redazione
Nei giorni scorsi la stampa ha riportato un’intervista al dott. Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC, la società di gestione aeroportuale che opera anche sotto il coordinamento di enti sovraordinati, tra cui ENAC. Una precisazione doverosa, che inquadra correttamente le responsabilità e i livelli decisionali coinvolti.
L’intervista riprende in modo puntuale molte delle criticità che da tempo le associazioni di categoria del turismo organizzato segnalano: i collegamenti insufficienti tra l’aeroporto e le principali vie di accesso, la carenza di parcheggi e le difficoltà complessive di accessibilità, elementi che incidono direttamente sulla competitività dello scalo e sulla sua attrattività per i vettori aerei.
«Se le compagnie aeree non riescono a garantire redditività a causa di queste carenze strutturali e organizzative, è legittimo chiedersi perché dovrebbero investire sullo scalo di Salerno», dichiara Cesare Foà (nella foto), Presidente di ADVunite / Aidit Campania Federturismo.
Secondo Foà, il tema centrale resta l’assenza di un confronto strutturato con GESAC, una situazione che si protrae da circa due anni e che segna una netta discontinuità rispetto alla precedente gestione, per disponibilità e capacità di ascolto.
«Abbiamo più volte cercato un dialogo che, a oggi, non si è mai concretizzato. Eppure abbiamo avanzato proposte operative e sostenibili, come l’attivazione di collegamenti con bus gratuiti da noi messi a disposizione, chiedendo unicamente l’assegnazione degli stalli nei due aeroporti. Anche su questo, nessuna risposta».
Ulteriore elemento di forte criticità è stata la comunicazione della chiusura dell’aeroporto di Capodichino prevista inizialmente per gennaio 2026, decisa senza un preventivo confronto con gli operatori del turismo, generando gravi disagi alle agenzie di viaggio che avevano già commercializzato pacchetti incoming e outgoing.
«Solo grazie all’intervento dell’onorevole Caramanna e dell’onorevole Iannone siamo riusciti a ottenere un posticipo della chiusura a novembre 2026. Per noi la decisione è confermata, ma manca ancora un’ufficializzazione formale, elemento che continua a creare incertezza nel mercato».
Foà ribadisce infine un punto ritenuto essenziale per il futuro dello scalo e del territorio:
«Noi siamo e restiamo disponibili al dialogo, ma servono interlocuzioni reali e proposte concrete. È fondamentale che GESAC comprenda che i principali interlocutori su questi temi non sono solo gli albergatori, ma soprattutto gli agenti di viaggio, che vendono i pacchetti, gestiscono l’incoming e l’outgoing e intercettano direttamente le esigenze del mercato».
La richiesta delle associazioni è chiara: aprire un tavolo di confronto stabile con chi opera quotidianamente nella filiera del turismo organizzato, per trasformare lo scalo di Salerno in una reale opportunità di sviluppo per il territorio e non in un’occasione mancata.

