10 Ottobre 2026

Curarsi è un atto d’amore: la salute mentale dei genitori tutela i figli

Redazione

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L’intervento dell’avvocato Angelo Pisani, fondatore di 1523.it e dell’associazione Potere ai Diritti, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.

La salute mentale riguarda non soltanto la persona, ma anche la famiglia e il benessere dei bambini. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, è fondamentale rompere il silenzio che ancora circonda ansia, depressione e sofferenza psicologica.

Dietro ogni difficoltà ci sono persone e genitori che, pur affrontando momenti di fragilità, continuano a prendersi cura dei propri figli. A loro rivolgo un messaggio chiaro: chiedere aiuto non è una debolezza, ma un atto di responsabilità e d’amore.

I bambini percepiscono le tensioni familiari e, senza comprenderne le ragioni, possono arrivare a sentirsi responsabili del dolore degli adulti. Nessun figlio dovrebbe portare questo peso: ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, senza essere coinvolto nei conflitti o diventare il sostegno emotivo dei propri genitori.

Essere un buon genitore non significa non stare mai male, ma riconoscere quando è necessario farsi aiutare. L’ascolto, il sostegno e il ricorso a professionisti qualificati possono migliorare il benessere individuale e familiare.

Serve, però, anche un impegno concreto delle istituzioni: cure accessibili, servizi tempestivi e maggiore sostegno alla genitorialità. Non possiamo invitare le famiglie a chiedere aiuto senza garantire loro risposte adeguate.

Con 1523.it e Potere ai Diritti promuoviamo una cultura della prevenzione e della tutela, ricordando che avere un disturbo mentale non significa essere violenti o incapaci di amare i propri figli. Ogni situazione va valutata senza pregiudizi, nel rispetto della persona e con attenzione alla sicurezza dei minori.

Il messaggio è semplice: curarsi è proteggere. Ai genitori diciamo di non aspettare che la sofferenza diventi insostenibile: chiedere aiuto è un gesto d’amore verso sé stessi e verso i propri figli.

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