SENATO, LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO UNESCO: CULTURA, SALUTE E SVILUPPO AL CENTRO DEL CONFRONTO ISTITUZIONALE

di Mario Mansueto

Roma, 19 febbraio – Nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” si è svolto il convegno “La Cucina Italiana – Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Una nuova grande opportunità di lavoro per i giovani”, promosso dal senatore Gianluca Cantalamessa. Un appuntamento di rilievo istituzionale che ha riunito esponenti del Parlamento e del Governo, rappresentanti del mondo accademico, della formazione e del sistema produttivo per approfondire il valore culturale, sociale ed economico della Cucina Italiana, recentemente iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

Collegato da remoto per impegni istituzionali all’estero, il senatore Cantalamessa ha evidenziato come il riconoscimento internazionale «non rappresenti un punto di arrivo simbolico, ma l’avvio di una nuova responsabilità strategica», soffermandosi anche sul disegno di legge per il riconoscimento della professione del pizzaiolo. È stato inoltre letto il messaggio del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che ha sottolineato la portata identitaria dell’iniziativa.

Nel suo videomessaggio, il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo ha ribadito il legame tra identità gastronomica, filiera agroalimentare e competitività del Paese, indicando nella valorizzazione dei territori una leva decisiva per la crescita economica.

In apertura dei lavori, il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione Agroalimentare, ha accolto gli spunti emersi annunciando un ulteriore momento di confronto a Napoli nel mese di maggio, dedicato agli operatori del settore.

Il professor Vincenzo Pepe, ordinario di Diritto Comparato presso l’Università della Campania “Vanvitelli”, ha proposto una lettura sistemica del rapporto tra Cucina Italiana e Dieta Mediterranea. Il riconoscimento UNESCO, ha spiegato, consolida un’identità fondata su biodiversità, saperi territoriali e cultura della convivialità. Richiamando gli studi del professor Sabato Visco, ha evidenziato come il modello mediterraneo rappresenti un paradigma scientificamente validato di prevenzione e salute pubblica.

Maurizio Di Stefano, presidente di ICOMOS Italia, ha definito la cucina italiana «un’eredità culturale viva», radicata nei territori e nelle pratiche sociali, capace di rafforzare identità e coesione.

Ernesto Iaccarino, ristoratore del Don Alfonso 1890, ha sottolineato come la Cucina Italiana sia «un sistema inclusivo, antispreco e in continua evoluzione», fondato su biodiversità e contaminazioni culturali.

Con un videomessaggio, Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha ribadito che la cucina italiana, integrata nei principi della Dieta Mediterranea, rappresenta uno dei modelli alimentari più studiati per il suo impatto positivo sulla salute, grazie all’equilibrio nutrizionale e alla qualità delle materie prime.

Le conclusioni sono state affidate ad Aniello Di Vuolo, presidente ITS Academy BACT, che ha proposto l’istituzione di un’Autorità nazionale indipendente per la certificazione dell’eccellenza gastronomica italiana, fondata su identità culturale, rigore scientifico e trasparenza.

Il Comitato Tecnico Scientifico dell’ITS Academy BACT ha presentato una serie di proposte operative per rafforzare il sistema della Cucina Italiana quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità, interpretando il riconoscimento UNESCO come punto di partenza strategico.

Giovanna Scala, dirigente dell’Istituto Isabella d’Este Caracciolo, ha richiamato la necessità di aggiornare i programmi didattici degli Istituti Professionali per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera, integrando stabilmente storia della Dieta Mediterranea, valorizzazione delle produzioni territoriali e sostenibilità delle filiere.

Guglielmo Chinese, direttore ITS BACT, e Aniello Savarese, consigliere CDA, hanno evidenziato il nesso tra gastronomia, marketing territoriale e sviluppo turistico, sottolineando l’importanza di formare figure professionali capaci di integrare competenze culinarie e promozione del territorio.

Vincenzo Schiavo, vicepresidente nazionale Confesercenti, ha definito il riconoscimento UNESCO «un’opportunità strategica per migliaia di imprese», in grado di rafforzare la competitività della ristorazione, del commercio e dell’accoglienza.

Marco Mansueto, consigliere della Scuola Regionale dello Sport CONI e presidente regionale ASC, portando i saluti del presidente CONI Campania prof. Sergio Roncelli, ha sottolineato come il riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana rappresenti anche un sistema occupazionale di nuove figure professionali  con ricadute dirette sull’intera filiera agroalimentare.

Tra i presenti, in rappresentanza del mondo produttivo e dell’istruzione, il dott. Giovanni Peluso (Dipartimento Scuola Provinciale di Napoli FPC CISAL), la prof.ssa Cornelia Gabriele, Alessandro Totaro, presidente Confesercenti Salute e Leonardo Di Maggio, vicepresidente Confesercenti Salute, che hanno testimoniato l’attenzione delle realtà formative e delle organizzazioni di categoria verso un modello integrato capace di coniugare qualità, occupazione e tutela della salute.

A moderare l’incontro è stato Lucio Parascandolo, consigliere CDA ITS BACT, che nelle conclusioni ha definito la Cucina Italiana «un atto di civiltà», frutto di generazioni che hanno trasformato il nutrirsi in un sistema coerente di valori, relazioni e bellezza. Il riconoscimento deliberato il 10 dicembre 2025 dal Comitato Intergovernativo UNESCO per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale è stato indicato come responsabilità condivisa tra istituzioni, accademia e sistema produttivo.

Dal confronto è emersa una visione integrata: la Cucina Italiana come patrimonio culturale, modello di salute pubblica, asset turistico e leva strategica per l’occupazione giovanile. Una prospettiva che punta a tradurre il prestigio internazionale in sviluppo strutturale e duraturo per il Paese.

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