Il processo contro i vertici di Green Hill, l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione scientifica è arrivato quasi all’epilogo. Nell’allevamento, secondo l’accusa, sarebbero stati sacrificati dal 2008 al 2012 circa 6.023 beagle aggiungendo i 98 morti successivamente al sequestro dell’allevamento.
Questa mattina il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha formulato le richieste di condanna per tutti gli imputati:
- tre anni e sei mesi la pena per il veterinario dell’allevamento.
– tre anni per i due co-gestori di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group.
- due anni per il direttore.
L’accusa, da quanto si evince dalla ricostruzione del Magistrato, parla di maltrattamento e uccisione di animale: “All’interno di Green Hill c’era una strategia precisa, non c’era alcun interesse a curare i cani malati. Le cure avrebbero potuto alterare i parametri per la sperimentazione. I cani andavano quindi sacrificati”.
La difesa ha chiesto l’assoluzione dei quattro imputati “perchè il fatto non sussiste e non ci sono state violazioni. E qualora non fossero state rispettate alcune norme scatterebbe solo una sanzione amministrativa. Inoltre non c’è stata condotta dolosa”.
La sentenza è prevista per il 23 gennaio davanti alla prima sezione penale del tribunale di Brescia.
di Mosè Alise
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