1 Dicembre 2014

Ebola: cosa è? come si trasmette? da dove proviene?

Ultimamente si sente parlare di EBOLA, ai tg, sui giornali, in poche parole ovunque! Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

La prima scoperta di questo spaventoso virus si è avuta nel 1976 in Congo, rapidamente diffusasi in altre zone Africane.

L’Ebola è un virus estremamente aggressivo, i cui sintomi sono febbre emorragica, dolori ai muscoli, forti mal di testa, vomito, diarrea e svariati problemi al sistema nervoso centrale. Il suo periodo di incubazione va da due a ventuno giorni. Ma da dove viene? Si pensa che con modeste probabilità il focolaio sia da ricercare o nei pipistrelli, ipotesi più accreditata o, in alcuni grosse volpi volanti che abitano le foreste tropicali e che rapidamente sia arrivato all’uomo ,passando prima dalle scimmie, attraverso il fenomeno del Bush-meat cioè mangiando la carne dei suddetti animali.

E come si trasmette? il contagio non avviene per via aerea ma, attraverso sangue, muco e saliva ed è probabile che la trasmissione avvenga anche attraverso rapporti sessuali.

L’Ebola ha una percentuale di fatalità del 68%,motivo per il quale la battaglia contro questa si gioca dall’inizio, con una diagnosi corretta e tempestiva e con un trattamento a base di idratazione ed eventuali trasfusioni. I mezzi purtroppo sono

pochi ,i vaccini non esistono e le terapie sono ancora sperimentali; le persone vengono per ora curate solo a base di anti-piretici. Uno dei motivi per cui il virus è cosi letale è che interferisce con la capacità del sistema immunitario di organizzare una difesa, ma i ricercatori ancora non hanno compreso il motivo per cui alcune persone siano in grado di farlo e sopravvivere.

 

Il 16 ottobre per fare fronte a questo terribile virus si è tenuto un incontro a Bruxelles tra i responsabili della salute degli Stati membri per pianificare i controlli sui voli provenienti dall’Africa. E’ emersa inoltre la decisione di costruire un database con i dati delle persone provenienti dai paesi a rischio, in modo tale da conoscerne identità e altri dati, una volta arrivati in Europa, e rintracciarli se necessario.

 

L’Italia per far fronte al pericolo Ebola ha creato due centri di riferimento: l’Istituto Spallanzani a Roma e, l’ospedale Sacco di Milano, infatti il paziente che presenta i sintomi sopra citati e che quindi risulta positivo al virus Ebola, deve essere immediatamente portato in uno dei due centri di riferimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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