Una gestione che tenga conto del nesso ‘acqua-cibo-energia-ecosistemi’
è la chiave per far fronte all’emergenza idrica che potrebbe profilarsi
nel futuro, con una previsione per il 2050 di un incremento del 55% del
fabbisogno di acqua e del 60% di cibo. Un workshop di due giorni
organizzato da Cnr e dal Centro comune di ricerca (Jrc) della
Commissione europea, in collaborazione con Fao e Unesco, affronterà la
tematica con esperti internazionali e illustrerà anche le buone pratiche
per un uso sostenibile di questo bene/

Il settore dell’agricoltura rappresenta il principale utilizzatore di
acqua a livello globale (circa il 70% del totale). Con una stima di
crescita della popolazione mondiale fino a 9-10 miliardi di persone
entro il 2050 la domanda di cibo è prevista in aumento del 60%. Inoltre,
le stime sul futuro del consumo globale di acqua, che prevedono un
incremento del 55% dovuto alla produzione industriale, energetica ed al
consumo umano, indicano che la risorsa idrica è destinata a diventare
sempre più un fattore chiave per la sicurezza alimentare e sociale.

Tale scenario impone una gestione congiunta delle possibili soluzioni
interconnesse per il sistema ‘acqua-cibo-energia-ecosistemi’, cioè un
approccio Nexus. Questa nuova visione è al centro di un workshop
internazionale che si terrà a Milano (18 settembre, ore 9.00 presso il
Cnr, via Alfonso Corti 12; 19 settembre, ore 11.00 Padiglione Eu-Expo)
organizzato da Consiglio nazionale delle ricerche e Centro comune di
ricerca (Jrc)//della Commissione europea in collaborazione con Fao e
Unesco-International Hydrological Program. L’evento intende mettere in
rete le conoscenze della ricerca nel settore e lo sviluppo di buone
pratiche per un uso sostenibile dell’acqua in agricoltura e nella
produzione di energia, con la partecipazione di studiosi ed esperti
internazionali del mondo scientifico, industriale, politico e della
società civile. Le quattro istituzioni coinvolte saranno rappresentate
per il Cnr da Francesco Loreto, per il Jrc da Giovanni Bidoglio, per la
Fao da Jippe Hoogeveen e per l’Unesco da Philippe Pypaert.

La gestione integrata dei bisogni di acqua non è un concetto nuovo, ma
la pratica spesso privilegia i bisogni di un settore economico a scapito
degli altri. Affrontare le sfide in maniera sostenibile richiede
soluzioni che vadano oltre il puro soddisfare, in maniera del tutto
disgiunta, i bisogni di chi produce cibo, chi produce energia e chi si
preoccupa della sostenibilità degli ecosistemi acquatici. Come superare
queste divisioni settoriali e giungere a una visone condivisa e comune
nell’uso di una risorsa più preziosa e più limitata, come l’acqua, è lo
scopo di questo workshop internazionale.

Molti saranno gli argomenti affrontati, dall’influenza dei cambiamenti
climatici all’aumento della popolazione, dall’urbanizzazione allo
sfruttamento del suolo, fino a un’adeguata considerazione del ruolo
degli ecosistemi come elementi intrinseci al capitale naturale. Nella
prima giornata verranno presi in esame la sfida della gestione
decentralizzata e la negoziazione nella distribuzione dell’acqua, la
necessità di investimenti nelle risorse umane e infrastrutture sociali e
l’identificazione di quelle pratiche e tecnologie in grado di assicurare
un uso efficiente della risorsa acqua nella produzione agricola ed
energetica ed assicurare al contempo sostenibilità ambientale. Queste
sessioni saranno seguite da una quarta sessione che coinvolgerà i
partecipanti in simulazioni di applicazioni dell’approccio Nexus al
mondo reale.

Le tavole rotonde del secondo giorno al Padiglione EU-Expo, moderate da
Giorgio Pacifici, giornalista scientifico del Tg2 Rai, si concluderanno
con le raccomandazioni per un uso sostenibile della risorsa acqua
destinate a tutti gli attori del Nexus, cittadini, operatori,
istituzioni, decisori politici.

Roma, 17 settembre 2015

 

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