Presidente Noiconsumatori: senza condono tombale oltre 160 mila tra aziende e professionisti in default e rischio scomparsa.
Pisani: chiediamo nuove dilazioni per rate rottamazione ter scadute nel 2020.
“Se non verrà prorogata la cassa integrazione congiuntamente alla ripresa economica sarà caos e poi guerra civile, perché la gente non potrà mangiare, mentre la speranza vaccini si allontana senza di più…”.
“Alla luce del blocco delle attività e della gravissima crisi economica è necessario un condono e una più estesa normativa sul sovraindebitamento, senza troppa burocrazia. Dopo la breve sospensioni per la tremenda pandemia e per la crisi economica, il paventato pagamento immediato delle rate rottamazione ter scadute del 2020 determinerebbe un default di oltre 160 mila tra aziende e professionisti indebitati, e già a rischio fallimento e scomparsa. Inutile girarci attorno e giocare con procedure burocratiche, causa solo di rovine e suicidi: ora necessita un condono tombale per poter ripartire senza zavorre e ostacoli insormontabili”.
È l’appello lanciato contro il rimbalzo di inutili promesse politiche dall’avvocato Angelo Pisani, esperto di diritto tributario e procedure della riscossione, alla luce delle lacrime e sangue di tanti contribuenti. Pisani avanza anche una proposta in relazione ai 50 milioni di cartelle esattoriali pronte a partire.
“In attesa di una riforma – dichiara Pisani – non si può non “ sterilizzare” il
2020, traslando, mettendo in coda ai tempi di un vero ripristino economico e fine pandemia , tutte le rate delle
rottamazioni e delle rateazioni. Insomma, se ho una rateazione che finisce nel 2023, si prorogherebbe per le rate non pagate
sino ad oggi, aggiungendole in coda con la loro normale scadenza. Solo questo, insieme ad un condono per tutti i debiti ultra quinquennali, significherebbe rispetto di quanto accaduto nel 2020 e della stessa vita dei contribuenti”.
L’avv. Pisani chiede al governo di permettere facilitazioni e semplificazioni nelle procedure di riduzione e cancellazione dei debiti di ogni tipo ed in campo fiscale, giudiziario, fallimentare: “sospendere, altresì, con effetto immediato, le rate di concordati e transazioni fiscali anche già omologati delle partite Iva con codice Ateco inattivo (cioè imprese al momento bloccate per legge) per disposizione Dpcm”. Una speranza per poter ripartire e non distruggere completamente il tessuto socio economico del paese, oramai allo stremo.

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